
Il gatto del logo ride e mostra le zanne, lo spirito e il nome che identifica i pirati. I Pirates of the Death Fangs sono l’universo sci-fi che ho creato, e tornano in molti dei miei lavori.
Il mondo
Lo spazio, le colonie, il periodo d’oro dell’esplorazione. Non c’è un pianeta preciso e non c’è una data: è un futuro alternativo e vicino, dalle parti di Neuromante, Cyberpunk 2077 e Blade Runner, con i viaggi interplanetari.
Chi sono
Sono pirati, sono liberi e anarchici. Lavorano come mercenari indipendenti e neutrali, un po’ con lo spirito degli hacker grey hat, vivono di contrabbando, spionaggio, netrunning. Sono preparati e pericolosi, ma non sono dei sanguinari. Del pirata hanno preso la ricerca dell’indipendenza.
Nella crew non ci sono gradi. Ognuno ha un ruolo, nessuno comanda sugli altri e il genere non conta: si rispettano per quello che ogni compagno sa fare. Ognuno sa su cosa può contare negli altri e cosa deve fare per tenere tutti al sicuro.
I personaggi non hanno un nome. Qualcuno torna da un lavoro all’altro, a volte sono riconoscibili nelle varie scenette e mi piace questa cosa.
I droni
Ogni pirata ha un drone o un mezzo, anche questo senziente, e tra i due c’è un legame stretto: il drone è l’altra metà del team. I droni hanno tutti lo stesso carattere, simile a quello dei Tachikoma di Ghost in the Shell: curiosi, protettivi, chiacchieroni, e precisi ed efficienti quando lavorano. Le armi sono poche o nessuna, e non si vedono: un drone può essere letale anche senza.
Le scene
Nelle scenette racconto i momenti tra una missione e l’altra: i pirati parlano, dormono, bevono, mangiano, scherzano. Non ci sono violenza e morte, di guerre e violenza ce n’è già abbastanza nel mondo reale.
I colori sono di solito accesi, spesso arancio e verde militare, e il logo del gatto che ride è sempre presente.
I codici
Ogni lavoro ha un codice di una lettera e un numero, sono scelti a caso e mai ripetuti. Il codice identifica la scena, il lavoro; a volte potrebbe anche essere il nome del drone, ma non importa. La scala è sempre 1/20, e sulla basetta di solito c’è una targhetta con il codice e un QR che porta alla pagina del lavoro.
Qui sotto ci sono i lavori pubblicati finora. Altri sono sul banco e arrivano uno alla volta.